27 Gennaio 2012
Io:Ah poi c'è una poesia in cui spiega che non può essere colpa dei platani.
M:Bella.
Io:Un giorno mi sa che la userò e farò finta che sia mia con gente che son sicuro che non ascoltano Brondi.
M:Classic
Io: che poi c'è i testi delle canzoni no.. e ad esempio io andavo fisso a cantare da quasi un mezzo decennio "che buon profumo di paraffina, profumo che ci siamo comprati" e invece è "che buon profumo di paraffina, il fumo che ci siamo comprati"
M: non capisci mai un cazzo
Io: eh in effetti, poi un altra cosa abbastanza divertente
M: si me la immagino
Io: è che praticamente nel testo di stagnola io ho sempre pensato che dicesse "e apri lo scrigno dei preservativi troppo costosi per i tuoi minuscoli seni"
M: si anche io perchè cosa dice invece?
Io: no, ma io l'avevo anche interpretata come una valutazione di Brondi sul costo/opportunità tra consumare un preservativo e la soddisfazione legata al sesso con seni minuscoli
M:buahahah, no cioè è più bello cos,ì però io penso sia "e apri lo scrigno dei preservativi troppo costosi, ..... ...... Per i tuoi minuscoli seni"
Io: no ma pensaci non è meglio come l'ho interpretata io?
M: ma mandagli una lettera, scrivigli a Brondi, cazzo è meglio in questo modo.
Io: tanto il 28 c'è il concerto glielo domando di persona.
M: tse ti conosco sai, te ne starai in silenzio sulle tue nella parte esterna della sala, nella parte meno luminosa.
Io: tu non hai capito, è un concerto delle Luci. Il pubblico è tutto nella parte esterna della sala nella parte meno luminosa.
28 Novembre 2011
Neanche una nuvola, ci sono solo scie chimiche ma, per fortuna, non sono un complottista.
21 Novembre 2011
La vicenda inizia il 3 ottobre 1951, quando un ragazzino di colore riesce ad entrare di soppiatto nello stadio (il Polo Grounds di New York) in cui si sta giocando la storica partita di baseball tra i New York Giants (oggi San Francisco Giants) e i Brooklyn Dodgers (gli attuali Los Angeles Dodgers). Nel nono inning della partita, il famoso battitore Bobby Thomson effettua un memorabile fuoricampo, dando la vittoria ai Giants (5-4 il punteggio), che conquistano così il campionato. Nella realtà non si sa che fine abbia fatto la pallina colpita da Thomson, ma nel romanzo il ragazzino riesce a impadronirsi di questo cimelio, che gli verrà però sottratto dal padre, il quale venderà la palla per 32 dollari e 45 cents. La palla da baseball inizia così a passare di mano in mano, e viene usata come un filo rosso per la costruzione di un gigantesco affresco dell'America dall'inizio della Guerra Fredda fino agli anni novanta.
« La palla non portava né fortuna né sfortuna. Era un oggetto che passava di mano. Ma spingeva la gente a raccontargli cose, confidargli segreti di famiglia e storie personali inconfessabili, a singhiozzare di cuore sulla sua spalla. Perché sapevano che lui era il loro, come dire, il loro strumento di sfogo. Le loro storie avrebbero assunto un rilievo diverso, sarebbero state assorbite da qualcosa di più vasto, il lungo viaggio della palla stessa e l'assurda marcia di Marvin nel corso dei decenni. » (Don DeLillo, Underworld)

http://www.youtube.com/watch?v=nCZG0HPatzo
Troppa ironia, troppa vanità e troppo poco di altre cose...
Nessuna rabbia.
18 Novembre 2011
A volte le trasformazioni culturali non vengono fuori dalla furia ma dalla semplice possenza del buon senso.
Totalmente non laica. Totalmente non cristiana.
La sofferenza evitabile e irrazionale è semplicemente disumana.
Stavano insieme dal 1980.
http://www.leggo.it/articolo?id=139398
05 Novembre 2011
31 Ottobre 2011
L'importanza dei ricci, generalità più o meno dei temi trattati nel post senza essere un vero e proprio indice. Il tutto condito con molti "?".
Solare, vivace. A 24 anni se hai un mare di ricci in testa è difficile fare brutta impressione.
Si sono svolti da poco i funerali di un noto e simpatico motociclista. Mi è giunta notizia delle polemiche legate battute sull'incidente mortale del noto e simpatico motociclista su almeno due siti, Spinoza e Nonciclopedia.
Discussione e il trolling successivo alla pubblicazione delle battute sono stati inevitabili e melanconici come la pioggia in questo periodo dell'anno. E' possibile pensare, scrivere e diffondere battute che vanno cosi tanto contro il sentimento di cordoglio, dolore, rispetto per la vittima e contro tabù per la morte ? Non sono completamente fuoriluogo e disumane e insensibili? e tutto questo in una maniera preoccupante?
Deve essere fatto qualcosa contro chi permette la pubblicazione di questo tipo di sarcasmo di dubbio gusto? (dubbio gusto per definizione, nel senso letterale del termine "dubbio") E' lecito da un punto di vista legale? E' Satira? Cosa è?Perchè la Satira è da difendere? Ad ogni costo e sempre? E da un punto di vista etico e morale? Esiste un confine, un limite da non superare? Come si manifesta questo limite? E che rapporto c'è tra questo limite e la libertà d'espressione? E il MALE-TABU? E quanto queste convinzioni sono legate alla società/cultura o subcultura che ci influenza? E che rapporto abbiamo con il senso di disagio di ciò che va contro la nostra sensibilità? Tutto quello che va oltre la nostra sensibilità personale è MALE-TABU o esiste un ulteriore confine invalicabile e in qualche modo universale e in qualche modo definibile come TABU assoluto? In che modo comportarsi riguardo al disagio che urta la sensibilità. E esiste un modo di comprendere quando si tratta di disagio buono che esorcizza la paura. E quando invece si tratta di un disagio che evoca la paura e il male?.
Legalità della satira in italia, Art33 della costituzione, molte frasi lunghe e ben scritte causa copia e incolla,diffamazione gratuita a Scapa,sul perchè la satira è una figata con link di Corrado Guzzanti sul Referendum e poi la spiegazione del perchè in fondo l'argomento ci dovrebbe interessare poco (in effetti potete saltare questa parte). L'articolo 33 della costituzione recita: "L'arte e la scienza sono libere[...]". La satira è un espressione artistica e come tale gode dell'articolo 33 che la difende da un punto di vista legale da tentativi di limitazione e censura che da sempre accompagnano la satira per il particolare ruolo politico e sociale che svolge. La satira è una forma d'arte dunque, ed una forma d'arte particolare. "Il contenuto tipico del messaggio satirico è lo sbeffeggiamento del suo destinatario, che viene collocato in una dimensione spesso grottesca." "Ma proprio perché trova la sua ragion d’essere nello sminuimento del soggetto preso di mira, il messaggio satirico può entrare in conflitto con i diritti costituzionali all’onore, al decoro, alla reputazione, etc." E perchè nonostante questa particolarità il nostro ordinamento tende a difenderla? Perchè la satira è sostanzialmente un anticorpo democratico veramente importante. La satira generalmente prende di mira i potenti e le contraddizioni del nostro tempo e della nostra società.Quando è fatta bene infierisce e fa pensare su cosa c'è che non va. Informa più che sui fatti sul pensiero comune più becero e conformista e sulle imperfezioni del nostro sistema politico, della nostra società e infine di noi stessi. Non sono propriamente un black block ma tirerei diversi estintori se mi impediscono di vedere questo http://www.youtube.com/watch?v=zWjag71T63g Da un punto di vista legale i limiti entro i quali la satira rientra nel campo della legalità non sono quelli del buon o del cattivo gusto ma della dimensione pubblica del bersaglio della satira ed è fondamentale che tra i contenuti della satira e la dimensione pubblica vi sia un nesso di coerenza causale. La dimensione pubblica è data dal ruolo ricoperto dal bersaglio, generalmente un politico e il nesso di coerenza causale è legato al fatto che la presa per il culo deve basarsi su elementi in mano gia all'opinione pubblica. (La stessa battuta "Berlusconi è un puttaniere" fatta prima o dopo il caso Ruby diventa diffamazione o meno a prescindere dalla vericidità dell'evento. (nesso di coerenza causale) Dire Scapa è un maniaco sessuale (oltre che falso) invece è diffamazione per la mancanza di interesse pubblico/dimensione pubblica(almeno fino a che Scapa non diventa un personaggio pubblico(2-3 mesi(Y(up)))). Per cui da un punto di vista legale esiste un sistema che regoli la satira e la delimitata entro regole, ed entro giurisprudenze note. Questo però non significa poi molto,se ci pensate bene in effetti l'argomento se è "legale" o meno fare satira in un determinato modo o in un altro è molto poco appassionante perchè in fondo i limiti della legge sono legati al sistema politico e di potere di quel determinato paese. Una satira illegale può benissimo essere ottima satira e una satira legale può benissimo essere di cattivo gusto a seconda delle legislazioni vigente,(es. dire Berlusconi è un puttaniere prima del caso Ruby manca dell'elemento "nesso di coerenza causale" ma non è fuori dal limite del buon gusto) il che pone la questione se Nonciclopedia ha ragione o scrivere su Simoncelli quello che gli piace e pare una questione di stupidi cavilli legali senza anima(interessante invece che controintuitivamente pure in alcuni sistemi dittatoriali vi sia una seppur minima difesa al diritto di fare satira, talvolta usata come valvola di sfogo della contestazione).
Inizio discussione della questione etica: Simoncelli-Berlusconi tutti uguali, David Foster Wallace in un isola deserta che chiede aiuto, la buona o cattiva satira non dipende dai giudizi personali con tanto di disegno. Sull'evento tragico della morte di Simoncelli e sulle battute susseguenti il fatto,io ho fatto alcune domande in giro e a queste domande generalmente la risposta più comune e non stupida che ho osservato è: Si può pensare, scrivere e diffondere quello che si vuole. Le battute non prendono in giro la persona ma la morte. Attraverso il sarcasmo e la satira si cerca di esorcizzare qualcosa che ci fa paura. In realtà spesso è un modo diverso di salutare una persona. In effetti la battuta che più ha avuto successo nel sito Spinoza era qualcosa che faceva più o meno"In malesia muore Simoncelli, e da lassù lui sta gia ridendo di tutto questo". Che più che una battuta corrosiva e cinica sembra una frase da dire al classico funerale americano. Altra questione interessante: Il fatto che il motociclista stia o meno simpatico non cambia niente, se fosse morto Berlusconi starebberò tutti ridendo senza nessun tipo di polemica, invece adesso sono offesi perchè "Sic" era giovane e simpatico. Ma non si tratta di Berlusconi o Simoncelli, si tratta di prendere in giro la morte.
Questo è un punto importante su cui riflettere. Devo dire che a me Simoncelli mi stava abbastanza simpatico ma non ho pianto per la sua morte e non ho provato particolare dolore, ne un disagio rilevante dalla notizia. Non lo conoscevo, non seguivo il motomondiale la mia stima per lui si limita al generico "simpatico, peccato". Però ho cercato di capire se esisteva qualcosa che mi potesse far provare il disagio e il dolore chiaramente manifestato da un un ampio parte della popolazione sulla vicenda "Sic".
Che cosa posso trovare che mi appassioni e mi rende vulnerabile se questa persona o credo politico, religioso, artistico venisse preso in giro e deriso attraverso delle battute? Più o meno ho pensato a cosa potevo andare a cercare per circa 0.3 centesimi di secondo, e non perchè sono un tipo particolarmente sveglio. Sono andato a cercare David Foster Wallace nella nonciclopedia Inglese e ho provato fastidio per quasi tutte le stronzate, e le battute di cattivo gusto, ma non dolore ne particolare disagio. (Una cosa mi ha anche fatto ridere abbastanza, una vignetta-fumetto di David Foster Wallace che è da solo in un isola deserta e cerca di scrivere sulla spiaggia "HELP" ma che invece di solo "HELP" scrive circa 2-3 pagine piene di scrittura e note e pie pagina dove spiega dinamica dell'incidente e come ci si sente interiormente a vivere in un isola deserta e attraverso una formula matematica e un grafico descrive il progressivo esaurimento delle risorse alimentari. E ci sono due tipi in un elicottero e uno dice all'altro "Ma cosa c'è scritto?" "Non lo so, ho smesso a meta".)
In generale è vero che il rapporto che una persona ha rispetto alla satira dovrebbe essere non disturbato dal pensiero personale. La satira non è buona quando parla dei cattivi e non è cattiva quando parla dei buoni. E chi stabilisci chi è buono e chi è cattivo? Per uno di destra i cattivi sono i magistrati. Per uno di sinsitra il cattivo è sempre e cmq Berlusconi? La satira dovrebbe essere neutrale da giudizii personali(forse).
In generale è importante che la persona comprende che esista il proprio limite, legato al gusto personale, ai propri valori, sistemi di pensiero, convinzioni etico-religiose e politiche. E questo limite però è solo il primo perimetro di delimitazione. Non tutto quello che non ci piace è "Non ARTE". Non tutto quello che non ci piace è inutile masturbazione e denigrazione gratuita. E poi esiste un altro confine, un secondo confine che è quello tra Arte e quella cosa che non riesco a definire meglio di "MALE". Talvolta le convinzioni personali ed i limiti personali cambiano a seconda degli argomenti.
Un esempio geometrico con disegno.
Le 4 parti in cui è diviso dalle rette delle ascisse e delle ordinate il disegno possono rappresentare:Sesso,Religione,Politica,Inter. Il cerchio giallo chiaro delimita il confine del buongusto generalmente riconosciuto. La roba che si può mandare in onda su Italia1. Il cechio giallo scuro invece è la parte in cui si è ancora nell'arte ma si ha la presenza di disagio, un disagio positivo che esorcizza il male. La parte bianca invece è il vuoto e il male, lo evoca e ne è l'essenza. Il poligono rosso è la sensibilità di Scapa. La parte del poligono che esce dal cerchio giallo scuro è l'incapacità di Scapa di percepire il male come non accettabile e fuoriluogo riguardo al quadrante "Inter".(x- y-)
Ognuno ha il proprio confine personale, il proprio poligono rosso ma a me la cosa che mi interessa di più indagare è: Ma ha senso questo disegno? Esistono confini definibili in qualche modo? In che modo?
Nella mia visione è fondamentale sia comprendere che tutta la parte del cerchio giallo scuro che non è anche nel poligono... è cmq da difendere e rispettare. Può non piacere. E allo stesso comprendere che il concetto di limite è fondamentale se non vogliamo riempire di rosso (in senso anche di sangue) il bianco.
Concetto di limite in matematica per fare il figo
Il concetto di limite. (di una successione e di una funzione)
Per ogni ε > 0 piccolo a piacere esista un N tale che per ogni n > N.
Il limite di una f (funzione) in un punto x0 indica il valore "a cui si avvicinano sempre di più" i valori della funzione quando viene calcolata in punti sempre più vicini ad x0.
Oltre che rispetto che al concetto matematico-geometrica che in effetti non c'entra un gran che con l'argomento ma fa figo metterlo nel mezzo, se parliamo di satira e di confine è opportuno comprendere lo spigoloso punto della questione: LIMITE.
Dei copia e incolla di Walrus e Inafferey, ma poi ho lasciato solo Walrus perchè Rey l'ho trovato troppo vuoto. Si ride di tutto, purchè non di me ovvero sono tutti liberi d'espressione con il culo degli altri.
Un opinione abbastanza interessante sull'argomento è quella che ho tratto dal blog di Walrus, Qua Walrus http://inquietologo.wordpress.com/2007/12/18/luttazzi-politica-sesso-religione-morte-ed-ipocrisia/ più o meno spiega il perchè Luttazzi l'abbia deluso come autore satirico. Walrus è vegano credo e ha ritenuto fuoriluogo una battuta, la seguente:
"E mentre sono lì che contribuisco a disboscare la foresta pluviale mangiando un Big Mac da 3 etti, mi viene in mente una cosa. Nessuno pensa mai al sacrificio delle mucche che vengono macellate per la goduria del nostro palato. Bisognerebbe onorare il loro sacrificio. Con delle raffigurazioni. Con delle icone. In chiesa ci sono le stazioni della via Crucis, no? In un McDonald’s dovrebbero esserci dei quadretti
simili. Con una mucca al posto di Gesù. Più o meno 14 quadretti: 14
stazioni della via Crucis della mucca, la Cow Crucis, con sotto delle
brevi didascalie. Mi sembra una buona idea. Onoriamo il sacrificio delle
mucche. Anche perché sembra che le mucche tengano una lista delle
persone che mangiano hamburger: per quando si vendicheranno." D.Luttazzi.
Ecco come commenta Walrus:
"Luttazzi, che pur, come chi mi conosce ben sa, venero e considero un
genio e del quale seguo e “finanzio” ogni nuovo passo artistico, ha
inserito nell’ultima puntata della sua censurata trasmissione
“Decameron”, mai andata in onda, ma riprodotta a teatro domenica scorsa,
una ignobile “satira” antivegetariana e quindi antianimalista, che ha lasciato con l’amaro in bocca me e spero anche altri."
e ancora "E’ sì vero che “la satira informa deforma e fa quel cazzo che le pare”,
ma in quel “cazzo che le pare” non credo che andrebbe annesso il disinformare perché quello lo fanno i potenti per mettertelo al culo, quelli che la satira dovrebbe attaccare, o sbaglio?"
concludendo con
"Invece sul palcoscenico ed in platea si ride, e di gusto, perché è
facile ridere quando non è tua madre ad essere stuprata meccanicamente,
quando non sei tu che le vieni strappato appena nato e mandato al
macello, quando non sei tu quello a cui recidono le corna, quello che
sgozzano senza pietà e che crepa in un lago di sangue fra atroci
sofferenze. E’ facile, è molto facile."
Tralasciando la questione pro-veganesimo o meno, interessante sono prima di tutto l'idea di una satira completamente libera da ogni limitazione. "La satira informa deforma e fa quel cazzo che le pare". La visione di Luttazzi che inizialmente vede concorde Walrus tanto da "finanziarlo" andando ai suoi spettacoli e considerandolo un genio e il comico preferito.
Poi però Walrus inizia a porre un proprio limite, coerente e logico con una sua visione etica e politica, ma ignorando completamente quello che ha detto poche righe prima.
La satira può fare tutto quello che vuole ma non può disinformare, e non può difendere il potere e i potenti. Il concetto è la satira non deve attaccare i buoni o i cattivi. Ma deve attaccare forti e i potenti,e non colpire i deboli (nel caso specifico gli animali).
Ok.. ma il problema non si risolve. Se prima il problema era: e chi decide chi sono i buoni e i cattivi. Adesso è: e chi sono i "deboli"? Si può fare ironia sul feto ad esempio? Cercando di prendere un esempio che non sia sinistrorso.
Tra la righe c'è anche un altra idea di limitazione della satira. Quella della autolimitazione della risata. Divisa in due sottovarianti. La risata del pubblico, e la risata dell'autore.
Luttazzi sostiene infatti che l'unico limite di buono o cattivo gusto nella satira è dettato dalla sensibilità dell'autore. Se all'autore la battuta fa ridere allora è buona, se all'autore la battuta non fa ridere o è considerata immorale non etica allora non viene pubblicata perchè non satira.
Ci sono diverse falle in praticamente ogni posizione espressa qui sopra secondo me. 1)L'idea di nessun tipo di limitazione, interessante e difficile da smontare nel campo della satira ma molto più facile da dimostrare erronea se traslatiamo il sottogruppo satira nel campo "arte" o ancora meglio "arte e intrattenimento". Questa teoria è complicata da smontare e ci penserò dopo e sarà ulteriore pretesto per citare Wallace.
2)L'idea delle autoregolazioni della satira.
2a) La satira si autoregola con la risata del pubblico. Questa è un idea molto interessante ma abbastanza facile e piacevole da confutare. Se il pubblico ride significa che la satira ha fatto in qualche modo centro non ferendo (quantomeno) la sensibilità generale. Però pensiamoci un pò meglio. Non ha forse ragione Walrus quando sostiene ""Invece sul palcoscenico ed in platea si ride, e di gusto, perché è
facile [...]". Ed ancora basti pensare a successi di pubblico come quelli del bagaglino, di Colorado Caffe, di Zelig e Zelig off per capire che la comicità scadente e la satira facile che non fa male e non mette a disagio quasi sempre non è ARTE ma semplicemetne del intrattenimento rassicurante e di scarsa qualità. (e non perchè fa parte di un sistema politico di controllo, ma perchè è inautentica e non incisiva, non è un DONO (ritornerò su questo punto)
E poi ancora immaginate di far leggere a vostro zio che non conosce l'inglese e ha la terza elementare Woody Allen (magari in lingua originale). Non ci sarà la risata. Woody Allen non fa ridere quindi non è satira, non è comicità e non è Arte?. Martufello fa ridere.. è arte.
In realtà molto spesso le cose più belle e più preziose sono nascoste e difficili da cogliere, ed è naturale e inevitabile che gran parte dell'ottima comicità-satira sia per sua stessa natura votata all'insuccesso commerciale (come gran parte dell'Arte fatta bene) e al non fare ridere il grande pubblico. (questo però comporta un altro problema ovvero il fatto che è molto facile per chiunque si creda in qualche modo simpatico e provi a scrivere qualsiasi tipo di roba sperimentale giungere alla conclusione solipsistica che nessuno lo possa comprendere e che lui è semplicemente troppo bravo per poter far ridere qualcuno. Un esempio è la battuta abbastanza scadente: A:"Come fanno ad avvitare una lampadina due surrealisti? B:Non saprei. A <<Un pesce!>> ora per poter capirla il pubblico deve aver presente cosa sia la corrente del surrealismo, e deve allo stesso tempo avere presente come funziona la barzeletta classica "Ci sono due carabinieri...", generalmente il gruppo di persone che conosce la prima non conosce la seconda e viceversa. Per cui c'è una barriera all'entrare della risata molto alta perchè è complicata e difficile da capire questo tipo di battuta. Però la gente non è che non ride perchè è difficile. Semplicemente è brutta! (fidatevi) Ma il signore A alla non risata di B alzerà lo sguardo e penserà il classico solipsistico e ingenuo pensiero "un altro stupido che non conosce Breton"("A" a volte sono io lo ammetto))
2b)La satira si autoregola con la risata dell'autore. Ok questa è breve. Siccome l'autore può pensare praticamente di tutto equivale ad una completa libertà senza nessun tipo di limite. Ovvero vedi punto 1)
(Interessante invece è l'idea che per poter definire un limite alla satira attraverso l'opinione dell'autore in quanto persona con conoscenze tecniche e artistiche adeguate. Anche se è un pò come affidare a dei criminali la responsabilità dell'ordine pubblico.)
"C'è qualcosa che mi disturba, non capisco bene cosa, ma mi disturba"Cit Cheyenne da "This must be the place". Il momento epifanico. Inizio con delle citazioni come ultimamente ogni capitolo di ogni romanzo scritto dopo il 1990 inizia. Inevitabilmente.
"Ridi ridi che mamma ha fatto gli gnocchi."
"ma giunta sul più bello lei si vede riflessa in uno specchio e si fa schifo[...]Finalmente al sicuro, cercavo di ricordarmi dove
avevo già visto quelle facce, atteggiamenti così sfrontati e aggressivi.
Era su un’infinità di riviste e filmati [...], e quello che mio faceva più rabbia e che io gente così l’avevo
anche sostenuta ed ammirata, [...] Di lì a poco passa un tram che, essendo
domenica, era quasi vuoto. Io affrettai il passo e lo presi.[...]NON ERA VERO PIU' NIENTE!!" "Fine di una relazione", Diaframma. "Al cinismo più bieco e posato tipo quello da cantautorato esser
stronzi è un dono di pochi farlo apposta è roba da idioti." Andate tutti affanculo, Zen Circus. "non è per deludere un giovane scrittore che gli mostriamo che il suo brano di narrativa comestibile, autodistruttiva o fai-da-te ha venerabili antecedenti nella storia delle avanguardie. E' da una parte per fornirgli padri e compagni spirituali, dall'altra per evitargli di sprecare la sua energia immaginativa: per risparmiargli la fatica di reinventare in continuazione la ruota".
E infine.. "I veri futuri ribelli letterari in questo paese potrebbero benissimo emergere come uno strano gruppo di antiribelli, guardoni nati che osano in qualche modo rifiutare il ruolo di spettatori ironici, e che abbiano l'infanitle faccia tosta di essere sostenitori e rappresentatnti di una serie di principi privi di doppi sensi. Che semplicemente si occupino dei problemi e delle emozioni poco trendy della vita quotidiana americana con rispetto e convinzione. Che rifuggano dall'artificiosità, da quella forma di stanchezza annoiata che fa tanto "in". Questi antiribelli sarebbero fouri moda, sarebbero sorpassati, chiaramente, ancor prima dell'inizio. Morti in partenza. Troppo sinceri. Palesemente repressi. Retrogradi, antiquati, ingenui, anacronistici. Forse sarà proprio quello il punto. Forse è proprio questa la ragione per cui saranno i veri ribelli del futuro. Perchè i veri ribelli, per quanto ne so, sono pronti alla disapprovazione. I vecchi rivoltosi postmoderni rischiavano "Ooh!" scandalizzati e gridolini di orrore: schock, disgusto, indignazione, censura, accuse di comunismo, anarchismo, nichilismo. Oggi i rischi sono diversi. I nuovi ribelli potrebberò essere artisti pronti a rischiare lo sbadiglio, gli occhi al cielo, il sorriso di sufficienza, le strizzatine d'occhio, il darsi di spalla, la parodia dei fini umoristi, i "Dio mio quant'è banale". A rischiare di essere accusati di sentimentalismo, di melodrammaticità. Di eccessiva sprovvedutezza. Di debolezza. Di essere ben disposti a farsi fregare da un mondo di spioni e guardoni che temono lo sguardo e il ridicolo altrui più di una condanna ai lavori forzati. Chissà. Oggi gli scrittori giovani più impegnati sembrano davvero arrivati a una specie di ultimo estremo capolinea. Immagino che ciò significhi che dobbiamo tutti trarre le nostre conclusioni. Che siamo costretti a farlo. Non fate i salti di gioia? (1990)" Tratto da Tennis,tv,trigonometria tornado. D.F.Wallace.
Non faccio salti di gioia perchè David quando ho letto questa cosa ero a letto e avevo la bocca aperta e faticavo a chiudere le palbebre. Bingo... centro... Jackpot. Sei entrato dentro e mi hai toccato in qualcosa che sta tra il cervello , il cuore e l'intuizione.
Ma chi sono questi falsi ribelli che non vengono neanche nominati? (20 anni fa) Sono io.
Sono io che mi inizio a mettermi in posa da persona che giovane e sfrontata scrive "Oggi è una giornata stupenda. La nazionale di basket ha passato il turno ed è morto Gigi Sabani." e al commento "E ti sembra una bella giornata?" Rispondo "Cosa hai contro la nazionale di basket?" nell'approvazione di altre maschere alla seconda (alla seconda perchè sono virtuali (nickname), e sono pose) che osservano quanto io sia cosi cinico e simpatico e quanto la mia maschera allontani lo sguardo e il ridicolo altrui.
Stiamo li, non abbiamo spiccioli ne morali ne artistici e ci chiediamo l'uno con l'altro. Senti ma se io faccio un pompino a te? Tu lo fai a me? Come nel film di Cipri e Maresco.
E ci sono finito dentro totalmente in questa paura di sembrare fragile e ingenuo e non formidabilmente arguto e Dottor Housiano. Anticristiano e anticapitalista quasi per induzione.
Non so se questo momento epifanico, la lettura di questa cosa di Wallace mi abbia "disturbato". Ma qualcosa è cambiato.
South park, Griffin, American Dad, Luttazzi,Wkuk. Sono manifestazioni artistiche, e devono essere difese nalla loro libertà d'espressione non c'è più in me nessuna aurea magica di lotta contro il senso comune, coraggio artistico, autenticità sincera. Non è che non mi fanno più ridere, ma non sono Arte.
Non ho più in loro miti. In loro la voglia di andare sempre verso il confine, l'estremo sopportabile del disagio lo interpreto come debolezza e mancanza di originalità.
Non riesco più a rappresentarlo come un geniale "Ritratto tagliente ed efficace del materialismo contemporaneo!" senza farmi decisamete schifo.
Alla fine de "La ragazza dai capelli strani" ci sono due cose molto belle. La prima è una prefazione di Zadie Smith sostiuita da una nuova prefazione post 12 settembre. Si intitola "Una Intelligenza generosa" ed è probabilmente la prefazione più ben scritta di sempre, e che mi ha fatto riprendere il dimenticato "l'uomo biografo" e interessarmi a cosa scrive e cosa pensa Zadie Smith, cosa che mi ha permesso di incontrarla e rimanerne follemente innamorato (visto che è anche una strafiga per quanto inquietante a livello di sguardo malinconico e modo di vestire)tra l'altro. La seconda cosa invece è una serie di interviste rilasciate da Wallace e intitolate "Brevi interviste con David Foster Wallace" e qui vi sono capitoletti divisi per argomento ed un argomento è: L'ironia postmoderna.
"Il grosso merito dell'ironia è che spacca le cose a metà e va a guardarle dall'alto in basso, così da rivelarne i difetti, le ipocrisie e i doppioni. Il sarcasmo e l'ironia sono otiimi modi per strappare le maschere e mostrare la realtà sgradevole che c'è sotto. Il problema è che, una volta che le regole dell'arte sono state smantellate, e una volta che le sgradevoli realtà diagnosticate dall'ironia sono state rilevate in pieno, <<a quel punto>> che facciamo?[...] A quanto pare, vogliamo solo continuare a mettere in ridicolo la realtà. L'ironia e il cinismo postmoderni diventano fini a se stessi, una misura della sofisticatezza e della spregiudicatezza letteraria degli scrittori. Pochi artisti osano parlare dei modi in cui si possa tentare di aggiustare quello che non va, perchè rischiano di apparire sentimentali e ingenui agli smaliziati ironisti. L'ironia si è trasformata da un mezzo di liberazione in un mezzo di schiavitù. "
Il capitoletto successivo si intitola: "Pronti a morire per toccare il cuore del lettore". "[...] ma mi sembra che la grossa distinzione fra grande arte e arte mediocre si nasconda nello scopo da cui è mosso il cuore di quell'arte, nei fini che si è proposta la coscienza che sta dietro il testo. Ha qualcosa a che fare con l'amore. Con la disciplina che ti permette di far parlare la parte di te che ama, invece di quella che vuole soltanto essere amata. Magari questa è una cosa che non fa molto fico dire, non lo so. Ma mi sembra che una delle cose in cui riescono gli scrittori davvero grandi - da Carver a Cechov a Flannery O' Connor al Tolshoj della Morte di Ivan iliç al Pynchon dell'Arcobaleno della gravità- sia <<dare>> qualcosa al lettore.[...]"
Sulla necessità di un limite.Risposta posticipata perchè voglio finire con questa citazione
Tempo per una citazione Wallaciana. Questa volta il libro è "Oblio" e il racconto si intitola "Il canale dell'orrore" verso pagina 348-349 c'è più o meno quello che sto per trascrivere e rende abbastanza bene l'idea il concetto di MALE. Quando il limite viene superato. Quando cioè il disagio artistico(?!) non esorcizza più il dolore e il male, ma lo evoca e ne è l'essenza.
Ho deciso di fare una citazione di Wallace prima di tutto per il motivo ovvio, l'adoro. E in secondo luogo perchè ci sono molti altri tipi di esempi, veri. Di arte (o presunta tale, o intrattenimento) che supera il confine, ma sono proprio per quello che ho scritto sopra per il mio modo di vedere. Il male. Ci sono gruppi di video con scene di sesso con stupro tratte da film decontestualizzate dalla drammaticità del film semplicemente perchè c'è un pubblico che le guarda in seguenza per masturbarsi. C'è la mostra d'arte con il cane che viene ucciso. Nella manifestazione della libertà d'espressione c'è anche la possiblità di fare un partito per una pedofilia matura e organizzata. (in Belgio credo) C'è tutta l'industria del porno che si sta sempre di più radicalizzando nella scene di sesso violento fino a sfiorare lo "snuff film".
Il problema del limite esiste.
Per chiunque ha visto "Cigarette Burns" se qualcuno vuole ricercare "La fin absolue du monde" basta che faccia una ricerca su google e ne trovera di diverso tipo,colore, formato pdf o avi, costo.
Tratto da "Oblio": "Ogg:Re: Confidenziale Data 24/06/01 10.31.37 Ora legale dell'Est.
Confidenziale. Prodotto: Il canale del dolore Tipo: Reality/Gaper Descr. del Prodotto: Immagini fisse e in movimento di vita reale dei momenti più intensi disponibili di angoscia umana. Lic. di Produzione: O Verily Productions, Chicago and Waukegam,III
Distribuzione attuale: Regionale/Test attraverso Dish. Distribuzione prevista: Nazionale tramite pacchetto di opzioni TWC premium (est 2002).
Sommario dei campioni di registrazione. 21 02 01 (Allegati, diritti di acquisizione allegato) Contenuto: (1) Security video low light: madre di due figli, 7 e 9 anni, malata di cancro in fase terminale, reparto di controllo del dolore Memorial Hospital di Blue Spring, Independence,Mo. (2) Security video high light: padrone maschio di 10 anni (cane), padrone maschio più anziano (cane), padrona femmina adulta (gatti) sul giorno dell'Eutanasia Libera, Maddow Co. Società dei diritti umani, Maddox, Ga. (3) Video educativo high light : 50 enne maschio si sveglia all'improvviso sul tavolo operatorio durante intervento addominal, si rende necessario bloccarlo fisicamente. Audio di altissima qualità. Brigham Women's Hospital, Boston, Mass. (4a)Video girato con telecamera manuale:interrogatorio con elettroshock di soggetto maschio adolescente, Chambre d'Interrogation, Penitenziario Cloutier, Camerum (sottotitoli). (4b)Video low light aggiunto (pessima qualità): il video clip (4a) viene mostrato ai parenti del soggetto (genitori attuali?), uno dei quali si scopre essere il vero soggetto dell'interrogatorio (sottotitoli, primi piani facciali intensificati dal digitale). (5)Video low quality con telecamera nascosta (?): gruppo di sostegno dell'associazione cattolica per i famigliari delle vittime di omicidi/crimini violenti, San Luiss Obispo, Cal. (diritti rischiesti, vedi allegati). (6)Video high light su responsabilità penali: fase 4 di devitazione e applicazione di capsula per donna 46enne allergica a qualsiasi anestetico, Studio Dahood Chaterjee DDS. (7)Video clip della BBC2, non utilizzato girato con telecamere del Necklace Party, Transvaal Civil Province C7, Pretoria, Sud Afr, (8) Video girato con telecamera manuale: coppia ruandese (?) di mezza età assassinata da gruppo con attrezzi agricoli (no audio, primi piani facciali intensificati dal digitale). (9) Video girato con telecamera manuale: attacco da parte di uno squalo e tentativi di resuscitare un surfista diciottenne. (10) Videoregistrazione high light di biglietto di addio e suicidio per mezzo di pistola di avvocato dell'ufficio brevette. (11) Video high light su responsabilità penali:colloqui preliminari per la valutazione e il trattamento di una donna di 28 anni con caratteristiche suicide. (12)Security video low light: genitori riconoscono i resti di un bambino 13enne stuprato/deceduto. (13)Security video low light: stupro di gruppo in stanza dormitorio ai danni di soggetto 22enne creatore del sito web in tempo reale My Life per corso univeritario,. (14)Security video hight light: cambio d'abito per paziente donna con ustioni di terzo grado. (15)Videoclip della Deutsch ZDF non utilizzato girato con telecamera a spalla di Dispensario del Colera, zona terremotata Chang Hua
Tasso Odience per 1 ciclo seriale di programmazione 6,2 - 6. Tasso Odience per 2 ciclo seriale di programmazione 21,0 - 6.
...e avanti di questo passo."
E avanti di questo passo.... che dire?
"non una parola di più".
28 Ottobre 2011
Ogni acco(r)do
ogni angolo
ogni fo(r)ma, ogni cu(r)va, ogni idea,
ogni gio(r)no, mese ed anno
ogni se(r)a d'estate che c'è
io voglio i tuoi capelli biondi
immagino i tuoi occhi ve(r)di
e non m'impo(r)ta niente.
Ogni passo, ogni immagine
ogni cosa bianca e senza di me
ogni fio(r)e, ogni mi(r)acolo
ogni dolore, ogni oggi dov'è
io voglio i tuoi capelli biondi
sogno i tuoi occhi ve(r)di
e non m'impo(r)ta niente
non m'impo(r)ta niente
io mi attacco ai tuoi capelli lungi
ent(r)o in quegli occhi g(r)andi
e ci sto tanto tempo papapapapaparapa
ad ogni costo, in ogni casa, ad ogni modo
io voglio i tuoi capelli biondi
immagino i tuoi occhi ve(r)di
e non m'impo(r)ta niente
non m'impo(r)ta niente
io mi attacco ai tuoi capelli lunghi
ent(r)o in quegli occhi g(r)andi
e ci sto tanto tempo
ci sto tanto tempo
io voglio i tuoi capelli biondi,
e sogno i tuoi occhi ve(r)di
e non m'impo(r)ta niente
non mi impo(r)ta niente
io mi attacco ai tuoi capelli lunghi
ent(r)o in quegli occhi g(r)andi
e ci sto tanto tempo
ci sto tanto tempo
ci sto tanto tempo
ci sto tanto tempo
ci sto tampo tee mpo
http://www.youtube.com/watch?v=4fHYOBjKzkg&feature=relmfu
24 Ottobre 2011
Giacomo Tinxxxi va a fare una cosa che non ha intenzione di dichiarare su facebook e non è andare in bagno o fare funzioni corporali ma tipo un impegno preso in precedenza, ma a Giacomo Tinxxxi è venuto in mente di scrivere su facebook che non ha intenzione di dichiarare su facebook sempre quella cosa li ,per cui ha fatto questa notifica che però ha troppe parole e viene bloccata e cosi è rimasto sulla tastiera troppo tempo e non ha più tempo per fare la cosa sempre di prima.
28 Settembre 2011
Nel mio computer conservo quattro foto in cui sono ritratto insieme a Richard Ford. Sono state scattate nel 2007, alla Sala Buzzati del "Corriere della Sera", durante la Milanesiana, subito dopo un incontro pubblico al quale eravamo invitati come relatori insieme a Piergiorgio Odifreddi e Thomas Crombie Schelling, Premio Nobel per l'Economia 2005. Non mi preparo mai per le presentazioni o per le conferenze, e cosi ogni volta non so quel che dirò finche non tocca a me parlare. Son momenti preziosi. Mi diverte provare nello stesso attimo la consapevolezza d'avere la testa completamente vuota, il brivido di temere di fare scena muta e la quasi certezza che non la farò. Il battito del cuore accelera mentre mi viene data la parola e io sorrido, saluto il pubblico ed entro in quei pochi, squisiti secondi di vuoto mentale durante i quali ancora non so cosa dirò, un tempo minimo di silenzio dentro il quale a volte penso che vivrei benissimo, perfettamente racchiuso, protetto, senza essser schiavo della necessità di esprimersi. Poi comincio a parlare, evidentemente attingendo a una specie di riserva segreta di parole e idee che dev'essere sepolta dentro di me, e arriva ogni volta che ho bisogno di lei e non m'ha mai tradito, e quando non mi soccorrerà più sarà bene che cominci a pensare di cambiare lavoro, se poi questo è un lavoro. Quel giorno, totalmente fuori tema rispetto alla teoria dei giochi di cui avevano ragionato i matematici e al bell'intervento letterario di Richard Ford, iniziai a raccontare ciò che da anni mi schiacciava l'animo: lo scoramento vuoto che vedevo stendersi sulla mia gente e sulla mia città, l'inarrestabile scadere dell'ambizione, l'abbandono dei sogni più fragili e ingenui eppure più vitali, l'immorale diffondersi della consapevolezza che il futuro sarebbe stato peggiore del presente. Mentre sfogavo la mia disperazione, mi accorsi che quei formidabili milanesi di mezz'eta, il pubblico migliore di tutti, cominciavano a riaversi dal lunghissimo intervento infarcito di battute tiepide col quale li aveva martellati Odifreddi. Mi guardavano con un interesse nuovo, e ogni tanto si scambiavano dei cenni d'assenso. Annuivano, si davano di gomito. Sorrisero amaro - qualcuno applaudì brevemente, persino - al racconto delle gesta di Sergio Vari nella Milano da bere, del nigeriano e del Made in Italy, e io venni letteralmente fulminato dal pensiero che potesse davvero interessar loro la storia che stavo raccontando. Fu in quel momento, credo, che decisi che avrei scritto questo libro - e mentre l'esultanza dell'impresa mi stava per strozzare le parole in gola, decisi di concludere il mio intervento con una domanda a Richard Ford. Gli chiesi cosa pensava lui della stretta ferrea che le leggi di mercato, dopo averci vezzeggiato per decenni, stavano esercitando ora sull'Italia della piccola industria e dell'artigianato, sulla mia città, su di me e sulla mia gente, e cosa avremmo dovuto fare. Penserete che sia una domanda ingenua e fuori luogo, l'SOS del peschereccio al transatlantico nel mare in tempesta, ma io so che certi scrittori sono capaci di vedere le cose nel mondo prima che accadano, e volevo l'opinione di chi conosce cosi tanto la vita da riuscire ad ammantare di grandezza persino quella di un agente immobiliare del New Engalnd. Volevo la risposta del grande cantore della normalità, di colui che fa dire a un personaggio, nel suo romanzo Sportwriter:
"Pensi che sia troppo poco per una vita? Fare il casellante, metter su famiglia, andare a pesca sull'oceano con tuo figlio, e magari anche voler bene a tua moglie?" Volevo la risposta dell'amico di Raymond Carver. Ford rispose subito che non sapeva e che forse nessuno poteva dare una risposta alla mia domanda,e avviò un lungo intervento su tutto ciò che non gli piaceva dell'America di Bush, ma da come continuava a rivolgersi a me mentre parlava capivo che la domanda gli era garbata, e che non gli bastava rispondermi così. Alla conclusione del suo intervento Richard si voltò verso di me, mi puntò in faccia i suoi occhi grigi da lupo e mi disse questa cosa formidabile: -Però, Edoardo, sono certo che alla fine, in qualche modo, l'economia soccomberà a un atto dell'immaginazione.
Alle mie spalle, incorniciato e appeso al muro, c'è un foglietto di quaderno a quadretti in cui David Foster Wallace risponde vivace e puntiglioso a una mia domanda su Infinite Jest. Avevo pregato Martina Testa di chiedergli se Don Gately muoia o no, alla fine del romanzo, e lui mi risponde:
"A Edoardo. Avevo una versione di una delle prime stesure in cui D.G. moriva, ma quella versione aveva dei terribili problemi... quindi penso che sia più vero che non muoia (ci sono tre indizi nella versione definitiva che non muore)."
Mi saluta con un "Ciao" seguito da un punto esclamativo, si firma e affida il foglietto alla nostra comune amica carissima, e ogni volta che guardo il foglietto mi compiaccio sempre di quel punto esclamativo, cosa rara per lui.
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